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Ho sempre pensato, creduto che uno dei più grandi sinonimi di amare fosse ricordare.
Ricordare le date, i giorni, gli attimi - i leggeri sospiri, il calore delle mani, la freschezza della pelle.
Ricordare come perdonare.
Facce diverse di una stessa moneta.
Ho sempre pensato, creduto che ricordando la persona dal cuore così nobile e delicato, sensibile e amato, avremmo imparato ad accettare, amare anche noi stessi.
Ricordarci, perdonando gli errori commessi e pensati, gli errori finti, cancellati.
Ma non sempre - quasi raramente - chi ama ricorda.
E allora ti ritrovi da sola, in un freddo pomeriggio di città, con il cuore a pezzi disperso sui muri, pavimenti, labbra incandescenti.
Cerchi disperatamente una soluzione; amare non sempre significa vivere.
Magari amore è solo un gesto, che si compie, si realizza.
Magari attraverso le parole, la vicinanza, il sesso.
O magari con un abbraccio mentale, affinità di pensieri e tormenti, storie simili, storie comprensibili.
Amore sembra quasi un profumo sul cuscino, l’ultimo, il primo pensiero al mattino.
Amore è sentimento, sospiro, tormento. Un ricordo solitario, oramai sbiadito.
Un ricordo è due occhi infiniti, braccia calde e un po’ d’amore.
Ancora amore.
Sempre amore.
polveristellari (via polveristellari)
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